Ripensare il benessere.

Oasi del benessere quotidiano, il bagno è occasione di sperimentazione progettuale.
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Da luogo funzionale a luogo progettato intorno al piacere. Progettare un bagno o i suoi componenti singoli è impegnativo, perché qualsiasi invenzione tipologica o decorativa si scontra con i gesti della cura e dell’intimità, per sé e per gli altri. Si è visto come questi spazi della casa abbiano sempre più pretese di essere qualcosa di diverso. Bagno sì, ma anche spa. Bagno, ma anche centro estetico, spazio terapico, luogo dei sensi, fontana termale, cascata domestica.

«Negli anni Novanta la maggior parte delle abitazioni avevano un solo bagno, generalmente piccolo ed essenziale, composto da sanitari, lavandino e vasca da bagno – racconta Cristian Breda, Responsabile Commerciale Italia – Successivamente la cultura della casa e del benessere della persona hanno portato alla progettazione di più bagni per ogni abitazione: ambienti spaziosi, generalmente complessi, dove il lavandino ha lasciato il posto a mobili componibili e la vasca viene di norma sostituita da ampi box doccia. Oggi nei bagni troviamo innovazione, tecnologia e design; non è più un luogo fine a sé stesso, ma partecipe del concept d’arredamento della casa, che dialoga e si integra con gli altri ambienti, rispettando stili e cromie. È il luogo della casa dedicato al relax e alla cura della persona, e la ricerca dei designer e delle aziende è costantemente rivolta a incrementare il comfort di tale ambiente, rendendo sempre più diffuso il concetto di ‘home wellness’».

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Da questa ispirazione nasce Lympha, l’ultima collezione bagno di Altamarea (design Franco Driusso): un design evolutivo e un concept capace di interpretare i cambiamenti che l’ambiente più intimo della casa sta incontrando negli ultimi anni. Un prodotto di design nato per soddisfare le esigenze di un mercato in continuo movimento dove l’ambiente bagno è sempre più associato al benessere e alla cura di sé stessi. Un ambiente fluido e perciò mutevole a cui vengono affidate molte componenti emotive che lo portano a essere rifugio per la ricerca di privacy, luogo votato al rapporto edonistico con il proprio corpo, fino a palcoscenico per l’esibizione narcisistica di sé.